Da Affaritaliani.it del 24 marzo 2016
Dal 5 al 10 aprile nei cinema Odeon, Stensen e in tanti altri spazi della città torna a Firenze Middle East Now il festival dedicato al Medio Oriente contemporaneo, tra cinema, arte, musica, incontri e cibo, per raccontare con una prospettiva diversa una delle zone più “calde” del mondo.
_ 44 pellicole in programma tra anteprime italiane ed europee, 3 mostre e tanti ospiti.
Tra gli special guest la regista turca Yesim Ustaoglu, una delle più importanti e impegnate autrici del cinema contemporaneo in Turchia;
_ l’anteprima di “The Idol” del regista palestinese candidato agli Oscar Hany Abu-Assad; “Barakah meets Barakah” la prima commedia romantica mai girata in Arabia Saudita;
_ la speciale partecipazione della famosa cantante algerina Souad Massi e della star egiziana Khaled Abol Nagha, protagonisti del film di chiusura “Eyes of a Thief” di Najwa Najjar;
_ e ancora: il famoso chef e food activist Kamal Mouzawak, nome di punta della scena culinaria e del food lifestyle libanese.
In programma focus su Libano, Siria, Palestina, Iran e Turchia
Il Medio Oriente contemporaneo torna da protagonista a Firenze dal 5 al 10 aprile 2016, con la 7ª edizione di Middle East Now, il festival internazionale di cinema, documentari, arte contemporanea, musica, incontri ed eventi ideato e organizzato dall’associazione culturale Map of Creation. L’evento si terrà tra Cinema Odeon, Cinema Stensen e altre location e spazi cittadini, con un ricco programma di proiezioni ed eventi speciali, nell’ambito del cartellone della Primavera di Cinema Orientale.
Middle East Now 2016 presenterà 44 film – quasi tutti in anteprima italiana ed europea – tra lungometraggi, documentari, film d’animazione e corti, per un intenso viaggio cinematografico che tocca i paesi e le società dell’area mediorientale, mai come oggi al centro dell’attenzione della politica e dei media internazionali. Le storie, i personaggi, i temi forti e l’attualità nei titoli cinematografici più recenti da Iran, Iraq, Kurdistan, Libano, Israele, Libia, Palestina, Egitto, Giordania, Emirati Arabi, Yemen, Afghanistan, Siria, Bahrein, Algeria e Marocco, faranno conoscere al pubblico le culture e le società di questi paesi, con una prospettiva che cerca di andare oltre i pregiudizi e i luoghi comuni con cui spesso vengono rappresentati.
Il tema del festival 2016: Live & Love Middle East Vivere in Medio Oriente oggi, oltre il fragore delle bombe, le rovine, la paura, la fuga. O meglio, vivere e amare il Medio Oriente nonostante tutto questo, e lottare utilizzando l’arte, la creatività, la cultura per ricostruire e tenere viva la speranza, riaffermare la normalità del quotidiano che, come ovunque, può essere meravigliosa. “Live & Love Middle East”, questo il tema dell’edizione 2016: una sorta di “diario” collettivo del Medio Oriente composto dalle pagine individuali di chi osserva il mondo attraverso il magico prisma dell’arte, e dà voce alle esperienze di quanti in questa realtà vivono una vita che le cronache dipingono a senso unico.
La regista turca Yesim Ustaoglu, protagonista di un omaggio al suo cinema impegnato. Ospite d’onore di questa edizione sarà la regista turca Yeşim Ustaoğlu, una delle più importanti autrici del cinema contemporaneo in Turchia. Tra le poche cineaste donne del suo paese, fin dai primi film si è distinta per aver creato un modo nuovo di fare cinema, socialmente impegnato e attento a temi politici, che continua ancora oggi a ispirare i giovani registi. Ha ricevuto il plauso della critica con Journey to the Sun (1999), primo film in Turchia ad affrontare la questione curda, con il quale la Ustaoglu ha aperto un nuovo capitolo del cinema turco che guarda all’”altro”. A lei il festival dedicherà un omaggio, proiettando quattro film dei suoi film più importanti, tra cui Pandora’s Box (2008) e l’ultimo lavoro Araf (2012).
Anteprime e proiezioni speciali del programma cinema 2016
Dalla Palestina arriverà in anteprima The Idol, il nuovo lungometraggio di Hany Abu-Assad, regista due volte candidato agli Oscar che porta sul grande schermo l’incredibile storia di Mohammad Assaf, il ragazzino di Gaza vincitore del talent show Arab Idol; e ancora il film d’apertura del festival Degradé (2015), primo lungometraggio dei fratelli palestinesi Tarzan & Arab Nasser – promesse del nuovo cinema Made in Palestina – girato in un salone di parrucchiere a Gaza, in cui dodici donne rimangono intrappolate mentre fuori accadono scontri, causati dal furto di una leonessa dallo zoo di Gaza; attesissimo anche l’incredibile documentario Speed Sisters di Amber Fares, sui sogni e le conquiste di un gruppo di giovani donne che affermano le loro libertà come piloti automobilistici; e il cortometraggio candidato agli Oscar 2016 Ave Maria di Basil Khalil.
Dalla Siria il pluripremiato documentario A Syrian Love Story di Sean McAllister, girato nell’arco di cinque anni per raccontare la storia d’amore di una coppia di attivisti, minacciata dagli orrori della guerra.
In anteprima italiana anche la prima commedia romantica girata in Arabia Saudita: Barakah meets Barakah di Mahmoud Sabbah, che ha debuttato con grande successo all’ultima Berlinale.
Dall’Iran Starless Dreams di Mehrdad Oskouei, documentario toccante girato all’interno di un carcere femminile minorile, e realizzato dopo cinque anni di attesa per ottenere i permessi necessari.
La Turchia è presente anche con Baglar di Berke Bas e Melis Birder, sulle vicissitudini di una squadra giovanile di basket della regione di Diyarbakir che si batte – oltre che per vincere il campionato – anche per superare pregiudizi, povertà e disordini politici creati da decenni di conflitto tra Stato e indipendentisti curdi.
E sul Bahrein una speciale finestra, con una selezione dalla Palestina anche il film di chiusura, il thriller Eyes of a Thief (2015) candidato agli Oscar, della talentuosa regista Najwa Najjar (2015), che conta nel cast la star egiziana Khaled Abol Naga e la famosa cantante algerina Souad Massi, che saranno entrambi a Firenze per l’occasione.
I progetti speciali: due mostre fotografiche per raccontare i rifugiati siriani, eventi food e illustrazione. Tra gli eventi collaterali spazio all’arte con Our Limbo, la mostra della fotografa libanese Natalie Naccache. Gli scatti hanno come protagoniste un gruppo di giovani donne siriane appartenenti alla middle class, che hanno lasciato il paese poco prima lo scoppio della guerra per studiare e non sono più riuscite a tornare. Il progetto è un diario visivo della loro condizione di “limbo”, e dell’impossibilità di tornare in Siria. Ancora fotografia con Live, Love, Refugee di Omar Imam, che ribalta la normale rappresentazione dei rifugiati siriani, sostituendo ai numeri, ai report, alle statistiche, le loro paure e i loro sogni più profondi. Nei campi profughi del Libano, Omar coinvolge i suoi soggetti in un processo di catarsi chiedendogli di ricreare i loro sogni in un’immagine: il risultato sono immagini simboliche e spesso surreali, che evocano Fellini e Dalì, e i profondi e oscuri mondi interiori dei rifugiati siriani. Infine, la giovanissima artista di origini libanesi Nour Flayah porterà al festival “My Lebanon”, una mostra di illustrazioni dedicate al suo Libano: un diario per immagini che racconta un paese colorato, ironico e sorprendente.
Tra gli ospiti speciali anche Kamal Mouzawak, il famoso chef e food activist libanese. I sapori del Libano arriveranno a Firenze con lo chef e food activist Kamal Mouzawak, special guest dell’edizione 2016 che si esibirà in una cena-performance al Teatro del Sale (giovedì 7 aprile) e in un corso di cucina sui segreti del perfetto Tabbouleh e della cucina casalinga libanese (sabat0 9 aprile). Guru della scena culinaria del suo paese, Kamal è il fondatore di Souk el Tayeb, il primo mercato biologico che coinvolge i piccoli produttori del Libano, oltre che di Tawlet, ristorante cooperativa nel quartiere Mar Mikhael di Beirut.
Middle East Now è organizzato dall’associazione culturale Map of Creation, con la direzione artistica di Lisa Chiari e Roberto Ruta, il contributo di Regione Toscana, Comune di Firenze, Ente Cassa di Risparmio di Firenze – Osservatorio per le Arti Contemporanee, Oxfam Italia, Gruppo Why the Best Hotels Firenze, con il supporto di FST-Fondazione Sistema Toscana, Ambasciata del Regno del Marocco, Istituto Culturale Iraniano in Italia, Ponte33, Azalai Travel Design, in partnership con Ponte33, Fondazione Istituto Stensen, NYU Florence Villa La Pietra, Meltin’Concept / Let7, Aria Art Gallery, Amblé, e altre istituzioni e partner locali e internazionali. Il festival è inserito nel cartellone della Primavera di Cinema Orientale, realizzato per Regione Toscana da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana.
