La casa editrice Emuse pubblica “Il serpente di pietra” del poeta siriano Nouri Al Jarrah, l’elegia di Barate alla sua amata Regina e tradotto in italiano da Gassid Mohammed. La passione di Nouri Al-Jarrah per la storia e la mitologia raggiunge il suo apice nelle sue ultime raccolte. Ispirata dalla scoperta di un’antica lapide rinvenuta vicino al Vallo di Adriano in Britannia, un unico rigo che ha acceso l’immaginazione del poeta, Il serpente di pietra intreccia i temi dell’amore, dell’esilio, della libertà e della memoria in un’opera che fonde elementi epici, storici e mitologici e riesce a scuotere il lettore contemporaneo. Da poche tracce antiche di una storia d’amore, il poeta tesse un’epopea popolata da imperatori e imperatrici, generali e guerrieri, barbari e romani, popoli orientali e occidentali. Una storia millenaria che riecheggia, palesemente, l’attualità: migrazione, pregiudizi, conflitti etnici e culturali. In questo racconto dell’amore tra un uomo orientale e una donna occidentale, Al-Jarrah recupera un messaggio in bottiglia gettato nel mare della storia e lo riconsegna al mondo di oggi: un messaggio di pace, d’incontro tra Oriente e Occidente, di possibilità di convivenza. Con una lingua in cui la poesia esplode in ogni parola, Al-Jarrah celebra il trionfo del sentimento umano più sublime: l’amore. Un grido che attraversa i secoli per dirci che l’unico modo per convivere e stare insieme, al di là di tutte le differenze, è proprio grazie all’amore; che non conosce confini, differenze etniche o geografiche, e che sopravvive al tempo e allo spazio.
«Com’ero io?
Quale forma aveva il mondo
prima che tu arrivassi,
e ti vedessero i miei occhi?
Prima che il tuo piede in catene
tenesse prigioniero il mio cuore?»
Nouri Al-Jarrah, poeta e giornalista siriano-britannico, è una delle voci più influenti del panorama poetico arabo contemporaneo. Nato a Damasco nel 1956, vive in esilio dagli inizi degli anni Ottanta. Con sedici raccolte poetiche pubblicate, Al Jarrah si distingue per una poesia che intreccia mitologia, racconti popolari e riflessioni esistenziali, e affronta temi universali e questioni politiche come la guerra civile siriana e la crisi dei rifugiati. Tradotto in numerose lingue, tra cui inglese, francese, spagnolo e italiano, Al-Jarrah ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti: nel 2023 ha ottenuto il prestigioso Prix Max Jacob per il suo libro Le Sourire du dormeur e una menzione d’onore al Premio Napoli per la Poesia. La sua attività si estende oltre la poesia: ha fondato e diretto diverse riviste letterarie, tra cui Al-Jadeed, e i suoi editoriali hanno stimolato vivaci dibattiti sul rinnovamento della poesia e della prosa araba. Dissidente del regime siriano, ha documentato numerosi conflitti regionali. Nel 2012, in risposta alla rivolta siriana, ha co-fondato l’Associazione degli Scrittori Siriani, assumendone la presidenza nel 2017. Ha contribuito alla creazione del Centro arabo per la letteratura di viaggio e del premio “Ibn Battuta” dimostrando il suo impegno nella promozione e valorizzazione di questo genere letterario. Con la sua poesia e il suo impegno culturale, Nouri Al Jarrah rappresenta una figura centrale nel panorama letterario arabo, capace di dare voce a questioni cruciali e di promuovere un dialogo interculturale attraverso la letteratura.
Gassid Mohammed cura la traduzione italiana. Scrittore, poeta e traduttore iracheno, nato a Babilonia, con sensibilità e talento riesce a far vibrare anche in italiano la forza poetica di Al Jarrah. Ha conseguito nel 2015 un dottorato di ricerca in Italianistica e attualmente è docente di lingua araba all’università Ca’ Foscari di Venezia. Nel 2017 ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie in italiano, La vita non è una fossa comune (L’arcolaio) e nel 2021 la sua prima raccolta di racconti in arabo, I serpenti di Lamashtu (Almutawassit). Autore e traduttore prolifico, tra le sue traduzioni dall’italiano all’arabo spiccano Il corsaro nero di Emilio Salgari, La bella estate di Cesare Pavese, City di Alessandro Baricco, Senilità di Italo Svevo. Tra le traduzioni in italiano, Una barca per Lesbo di Nouri Al Jarrah, Fuga dalla Piccola Roma di Haji Jabir, Sembra quasi Baghdad di Dheya Al Khalidi.
La raccolta si aggiunge alla collana disàmara, dedicata alle voci poetiche contemporanee. che già include:
– “ Dal fiume al mare” (2024) di Samer Abu Hawwash: una raccolta di poesie che affronta gli eventi di Gaza. I versi diventano un grido di dolore e resistenza, una forma di liberazione spirituale che si oppone non solo a una realtà intollerabile, ma anche ai limiti della nostra stessa condizione umana.
https://emusebooks.com/libri/d
– “Vorrei che questa poesia non finisse mai” (2008) di Mahmud Darwish: l’ultima raccolta del grande poeta palestinese, considerata come suo testamento poetico. Circa ottanta poesie in cui affronta il tema della morte connettendo la tragedia della Palestina a una più ampia visione della condizione umana.
https://emusebooks.com/libri/d


