| Conferenza al Cairo sulle mutilazioni genitali |
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Ansa del 5 dicembre 2008 Riparte dal Cairo la campagna di mobilitazione politica di "Non c'è pace senza giustizia" per eliminare le mutilazioni genitali femminili (Mfg) con una conferenza regionale di alto livello che si terrà dal 13 al 15 dicembre organizzata in collaborazione con il Consiglio nNazionale per l'infanzia e la maternità (NCCM) egiziano e con il sostegno della Cooperazione Italiana, della Banca Mondiale e il coinvolgimento delle agenzie delle Nazioni Unite. A cinque anni dall'adozione della "Dichiarazione del Cairo per l'Eliminazione delle Mutilazioni Genitali Femminili", la Conferenza - che sarà aperta dalla First Lady egiziana Suzanne Mubarak e da Emma Bonino, Vice Presidente del Senato italiano e fondatrice di Non c'è Pace Senza Giustizia - riunirà le principali personalità africane e internazionali. Lo scopo dell'incontro - informa un comunicato - è di destare una maggiore mobilitazione politica transnazionale per consolidare e trasformare gli impegni migliori presi a livello nazionale e regionale in una strategia politica stabile, coerente e condivisa dai partner africani e internazionali, in modo da garantire che gli anni a venire possano portare alla completa eradicazione della pratica delle MGF. In questi ultimi anni sono stati compiuti progressi incoraggianti con l'adozione di leggi che proibiscono le MGF da parte di molti paesi interessati dalla pratica e di campagne d'informazione ad ampio raggio per prevenire la pratica. In Egitto, ad esempio, la campagna di sensibilizzazione condotta dal NCCM ha raccolto i suoi frutti lo scorso 10 giugno, quando il Parlamento egiziano ha adottato una legge che sanziona penalmente le MGF. Inoltre, con il Protocollo sui Diritti delle Donne, adottato dagli Stati membri dell'Unione Africana nel 2003 e entrato in vigore il 25 novembre 2005, gli Stati africani si sono dotati di uno strumento vincolante che oltre a rivolgersi a un'ampia gamma di diritti, all'Articolo 5 condanna splicitamente le MGF come una violazione dei diritti fondamentali della persona e esorta gli stati ratificanti ad adottare specifiche misure legislative che le proibiscano. |