Araba Fenice - Centro Studi sulle Culture del Mondo Arabo

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E' possibile effettuare la preiscrizione ai nostri corsi serali di arabo classico (strutturati in 4 livelli) per il prossimo anno accademico 2010-2011 scrivendo a Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo   e indicando - ove possibile - il livello preferito. L'inizio dei corsi è previsto verso la metà di ottobre.
"Fiori e non pietre!", le adesioni all'appello di AKI
Cultura e società - Rassegna stampa
Agenzia AKI, 2 settembre 2010

AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL, l'agenzia di stampa in lingua italiana, inglese, araba e farsi del gruppo GMC-ADNKRONOS, insieme a intellettuali arabe e iraniane lancia una Con l'iniziativa 'Fiori e non pietre!' AKI invita a lasciare un fiiore davanti alle ambasciate iraniane nel mondo. La mobilitazione, ispirata da diverse intellettuali dal Libano allo stesso Iran, passando per il Marocco e l'Egitto, sta ricevendo moltissime adesioni.
Joumana Haddad - 'Basta'. Non ci sono altre parole, secondo Joumana Haddad, poetessa e dal 1997 giornalista della sezione culturale del quotidiano libanese 'An Nahar', per esprimere lo sdegno per la lapidazione di una donna. ''Basta!'' dice la scrittrice che è stata la prima ad aderire all'iniziativa di AKI.
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La pace israelo-palestinese «minacciata» da Schnabel & Rula
Cultura e società - Rassegna stampa
di Alberto Crespi, ne L'Unità del 3 settembre 2010

Nei titoli di testa di Miral , utopia su una possibile fratellanza ebreo-palestinese, campeggiano nomi inaspettati: i fratelli Weinstein, ebrei-americani già padroni della Miramax, noti squali della New Hollywood; e il tunisino Tarak Ben Ammar, compagno di avventure di Silvio Berlusconi dai tempi di All Iberian. Il film, come è noto, si ispira a un romanzo autobiografico della giornalista palestinese Rula Jebreal (pubblicato da Rizzoli) che è compagna di vita dell’artista ebreo-americano Julian Schnabel, negli anni divenuto – saltuariamente – anche regista cinematografico. Con indubbia sagacia, Schnabel e Jebreal hanno trasformato la propria convivenza in un’operazione di marketing: sarà brutto dirlo ma questa è la sensazione, vedendo il film e leggendo sullo schermo i nomi suddetti.
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Quando le musulmane preferiscono gli infedeli
Agenda - Altre iniziative

Milano, 7 settembre 2010, ore 18.30 Libreria Mursia, via Galvani, 24

Presentazione del libro Quando le musulmane preferiscono gli infedeli di Martino Pillitteri. Intervengono: Vittorio Emanuele Parsi, docente di Storia delle Relazioni Internazionali, Università Cattolica di Milano; Lubna Ammoune, redattrice di «Yalla Italia». Modera Camille Eid, giornalista libanese e direttore di «Araba Fenice»

 
La proposta di un sociologo: tamazight con caratteri arabi
Cultura e società - Rassegna stampa
di Salim Koudil, in Liberté (Algeria) del 24 agosto 2010

Il sociologo Ali El-Kenz ha detto nel corso di un incontro pubblico di essere favorevole all'insegnamento della lingua berbera in tutta l'Algeria, dato che questa lingua appartiene al Paese intero, aggiungendo che è anche favorevole alla scrittura del berbero con i caratteri arabi. Lo stesso parere l'aveva espresso un altro sociologo algerino residente in Francia, Addi Lahouari. L'idea si contrappone ai due principali movimenti presenti in Algeria: quello che propone l'uso dell'alfabeto latino e quello che difende l'uso dell'alfabeto tifinagh. Il dibattito non fa che iniziare.

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Israele, l'arabo entra alle elementari
Cultura e società - Rassegna stampa
di Laura Silvia Battaglia, in Avvenire del 24 agosto 2010

I commenti si sprecano. Sul sito del maggiore quotidiano riformista israeliano, Haaretz, l’annuncio dato dal ministro per le minoranze Avishay Braverman apre un ventaglio di polemiche. «Il prossimo passo sarà integrare arabi ed ebrei in tutte le scuole», scrive il primo lettore. «È ancora troppo poco», risponde un secondo. Poi si apre il dibattito. «Sì, mandateli nelle scuole pubbliche e impareranno a essere bigotti e intolleranti»; «eccellente decisione»; «no, solo buon senso». E via argomentando. Sono solo alcuni punti di vista ma, da quest’anno, in Israele, a scuola, si cambia. Via l’ebraico come lingua unica nelle scuole elementari. Dalla quinta classe non ci saranno più scuse per nessuno e anche l’arabo diventerà obbligatorio.
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Due film arabi al Festival di Venezia 2010
Cultura e società - Rassegna stampa
Il mondo arabo quest'anno sarà rappresentato al Festival di Venezia 2010 da due film: Zelal (Egitto) e Quando eravamo comunisti (Libano). Ricordiamo che il vincitore l'anno scorso fu Lebanon di Samuel Maoz, vicenda di guerra ambientato in un carro armato israeliano che scorta la prima incursione di una pattuglia in territorio libanese. Di seguito le schede dei due film.
Marianne Khoury, Mustapha Hasnaoui, Zelal (Egitto)
Cronache da un manicomio. La città è Il Cairo, le pareti sono scrostate, il degrado è ottundente quanto lo è la dondolante quotidianità dei pazzi che lo abitano. I registi osservano con doloroso rigore una realtà sconosciuta e, per molti versi, sconvolgente. La follia - sembrano suggerire - è parto amaro della mancanza d’amore e della repressione sociale. Le parole “folli” spesso sono espressioni di represse verità.
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Memorie di una trans. Una "prima" nel mondo arabo
Cultura e società - Rassegna stampa
di Natasha Yazbeck per Agence France Presse del 12 agosto 2010

Randa è nata ragazzo. Nelle sue memorie, pubblicate quest'anno, questa algerina di 30 anni racconta la sua lotta per rompere un tabù diventando transessuale, una "prima" letteraria nel mondo arabo. Scritto con il giornalista libanese Hazem Saghieh, il libro di 144 pagine pubblicato in arabo a Beirut quest'anno dipinge con libertà la vita di Randa: la sua infanzia in quanto ragazzo, la sua prima esperienza sessuale con un uomo, la sua scelta di diventare donna.
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