Cultura e societą
Rassegna stampa | Adonis a Roma: "No alle ideologie che trasformano la parola divina in strumento per il potere |
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Ansa del 5 dicembre 2008 Dalla concezione della scienza al senso dello Stato. Gli ostacoli a un "sincero e creativo" dialogo tra arabi e Occidente sono tanti e originano in quel messaggio "specifico e unico" che "esclude gli altri" proprio di ogni monoteismo. È quanto afferma il poeta siriano Adonis, considerato da molti critici il più grande poeta arabo vivente, secondo cui "se vogliamo un vero dialogo basato sull'eguaglianza degli esseri umani " e non "sulla semplice tolleranza", "dovremmo innanzitutto rimuovere questi ostacoli". Adonis ne parla a Roma dove si trova per intervenire alla conferenza internazionale "Re-building dialogue with the Arab world", organizzata alla Luiss da Sebastiano Maffettone e Francesca Corrao, i cui lavori sono stati aperti dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Secondo Adonis bisogna affrontare l'aspetto per cui il messaggio "specifico e unico" delle religioni monoteiste che "esclude gli altri" nella prassi è mutato in "ideologia" che trasforma "la parola divina in strumento per il potere". Ecco che così il "cosiddetto dialogo tra le religioni monoteiste si fonda su una differenza radicale" cioè quella per cui "ciascuna di esse esclude l'altro nella propria visione di Dio". Ne consegue che "il pensiero mediterraneo si muove in una prigione ideologica". Un esempio? "I fondamentalisti ebrei definiscono la terra palestinese occupata come 'i territori biblici liberatì. I musulmani rispondono contestando questa definizione". Ma allora, ragiona Adonis, "se lo stesso Dio è prigioniero della rivelazione dei suoi libri all'uomo" a maggior ragione "lo stesso uomo in tutto il suo pensiero, azione, ragione e cuore, è prigioniero di questa rivelazione scritta". Quindi "la liberazione da questa prigione" è la condizione "necessaria" affinchè "emerga un dialogo sufficientemente razionale". La questione, è la conclusione del poeta siriano, "non è semplicemente il declino della religione" ma "correggere il difetto nella visione monotesita dell'uomo e del mondo". |
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