Cultura e societą
Rassegna stampa | "Storia del mondo arabo", a cura di Ulrich Haarmann |
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di Massimo Lomonaco, Ansa del 3 febbraio 2010La conoscenza del mondo arabo, e più in generale dell'Islam, risulta ancora oggi, tra i non specialisti, piuttosto superficiale. Nasce da questa osservazione l'intento del libro curato inizialmente da Haarmann e completato - alla morte di quest'ultimo - da Hainz Halm dell'Universita' di Tubinga. Del resto la convinzione del curatore è supportata da un'altra considerazione: che l'interesse nei confronti del mondo arabo ''sembra essere suscitato piu' da singoli episodi di attualità che non da una reale volontà di conoscenza dei processi storici di un mondo che è da secoli il nostro principale interlocutore sull'altra sponda del Mediterraneo''. Una valutazione profetica, vista la radicalizzazione delle posizioni occidentali - giusta in qualche caso - verso un mondo che invece ha più di una sfaccettatura e molte interconnessioni altrimenti difficilmente districabili ad un esame affrettato.
Non a caso infatti il libro - che prende le mosse dall'islam delle origini nel VII secolo dell'evo moderno - privilegia il primato della storia sociale affiancandogli il cambiamento politico ed economico ma anche trasformazioni nella cultura e nella coscienza collettiva dell'epoca. Importante - alla luce della comprensione dei meccanismi di formazione dell'identità - la parte del testo dove si osserva che solo in un passato abbastanza recente, ''per influenza del nazionalismo europeo, gli arabi hanno imparato a percepirsi come etnia con una storia gloriosa coincidente proprio con l'islam delle origini, in particolare nel campo delle arti e delle scienze''. Contemporaneamente pero' hanno dovuto constatare - si spiega nel libro - che l'Occidente, caratterizzato dal cristianesimo ha cominciato a sottomettere e dominare il mondo arabo in tutti i settori decisivi, come la politica, l'economia, gli affari militari e la cultura.
''Proprio questa disillusione (che differenzia radicalmente l'Oriente islamico da altre aree del mondo colonizzate dall'Europa), segna - nota Haarmann - il rapporto tra il mondo arabo e l'Occidente ancora oggi. Dipendenza dall'Europa, legame con l'Europa e rifiuto dell'Europa - aggiunge - vanno di pari passo''.
''Sulla difensiva rispetto all'Occidente, gli arabi fanno fatica - conclude il curatore - ad accettare che la lingua e la cultura comuni al loro popolo (costituito da musulmani ma anche da cristiani) non siano bastate finora per gettare le basi di uno stato nazionale di tipo europeo dall'Atlantico al Golfo Persico''. Il nodo - dice il libro - è in questo fatto.
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