di Alberto Crespi, ne L'Unità del 3 settembre 2010
Nei titoli di testa di Miral , utopia su una possibile fratellanza ebreo-palestinese, campeggiano nomi inaspettati: i fratelli Weinstein, ebrei-americani già padroni della Miramax, noti squali della New Hollywood; e il tunisino Tarak Ben Ammar, compagno di avventure di Silvio Berlusconi dai tempi di All Iberian. Il film, come è noto, si ispira a un romanzo autobiografico della giornalista palestinese Rula Jebreal (pubblicato da Rizzoli) che è compagna di vita dell’artista ebreo-americano Julian Schnabel, negli anni divenuto – saltuariamente – anche regista cinematografico. Con indubbia sagacia, Schnabel e Jebreal hanno trasformato la propria convivenza in un’operazione di marketing: sarà brutto dirlo ma questa è la sensazione, vedendo il film e leggendo sullo schermo i nomi suddetti. |
|
Leggi tutto...
|
|
di Salim Koudil, in Liberté (Algeria) del 24 agosto 2010
Il sociologo Ali El-Kenz ha detto nel corso di un incontro pubblico di essere favorevole all'insegnamento della lingua berbera in tutta l'Algeria, dato che questa lingua appartiene al Paese intero, aggiungendo che è anche favorevole alla scrittura del berbero con i caratteri arabi. Lo stesso parere l'aveva espresso un altro sociologo algerino residente in Francia, Addi Lahouari. L'idea si contrappone ai due principali movimenti presenti in Algeria: quello che propone l'uso dell'alfabeto latino e quello che difende l'uso dell'alfabeto tifinagh. Il dibattito non fa che iniziare.
|
|
Leggi tutto...
|
|
di Laura Silvia Battaglia, in Avvenire del 24 agosto 2010
I commenti si sprecano. Sul sito del maggiore quotidiano riformista israeliano, Haaretz, l’annuncio dato dal ministro per le minoranze Avishay Braverman apre un ventaglio di polemiche. «Il prossimo passo sarà integrare arabi ed ebrei in tutte le scuole», scrive il primo lettore. «È ancora troppo poco», risponde un secondo. Poi si apre il dibattito. «Sì, mandateli nelle scuole pubbliche e impareranno a essere bigotti e intolleranti»; «eccellente decisione»; «no, solo buon senso». E via argomentando. Sono solo alcuni punti di vista ma, da quest’anno, in Israele, a scuola, si cambia. Via l’ebraico come lingua unica nelle scuole elementari. Dalla quinta classe non ci saranno più scuse per nessuno e anche l’arabo diventerà obbligatorio.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Il mondo arabo quest'anno sarà rappresentato al Festival di Venezia 2010 da due film: Zelal (Egitto) e Quando eravamo comunisti (Libano). Ricordiamo che il vincitore l'anno scorso fu Lebanon di Samuel Maoz, vicenda di guerra ambientato in un carro armato israeliano che scorta la prima incursione di una pattuglia in territorio libanese. Di seguito le schede dei due film. Marianne Khoury, Mustapha Hasnaoui, Zelal (Egitto) Cronache da un manicomio. La città è Il Cairo, le pareti sono scrostate, il degrado è ottundente quanto lo è la dondolante quotidianità dei pazzi che lo abitano. I registi osservano con doloroso rigore una realtà sconosciuta e, per molti versi, sconvolgente. La follia - sembrano suggerire - è parto amaro della mancanza d’amore e della repressione sociale. Le parole “folli” spesso sono espressioni di represse verità. |
|
Leggi tutto...
|
|
di Natasha Yazbeck per Agence France Presse del 12 agosto 2010
Randa è nata ragazzo. Nelle sue memorie, pubblicate quest'anno, questa algerina di 30 anni racconta la sua lotta per rompere un tabù diventando transessuale, una "prima" letteraria nel mondo arabo. Scritto con il giornalista libanese Hazem Saghieh, il libro di 144 pagine pubblicato in arabo a Beirut quest'anno dipinge con libertà la vita di Randa: la sua infanzia in quanto ragazzo, la sua prima esperienza sessuale con un uomo, la sua scelta di diventare donna. |
|
Leggi tutto...
|
|
Da Il Resto del Carlino dell'11 agosto 2010
Ottanta appuntamenti, artisti provenienti da 15 nazioni diverse, 12 location. Questi sono i grandi numeri della quarta edizione del Festival Adriatico Mediterraneo (dal 28 agosto al 5 settembre ad Ancona), un festival che lo scorso anno ha fatto registrare ben 50mila presenze. Nomi importanti. Tra gli artisti che si esibiranno, Ambrogio Sparagna e l’Orchestra Popolare Italiana (tra i più autorevoli interpreti della musica popolare italiana), l’artista turca Jazemin Sannino, Teresa de Sio, l’Officina Zoe’ e, in esclusiva nazionale, la Boban e Marko Markovic Orkestar (la più importante brass band dei Balcani, proveniente dalla Serbia). E ancora, i Monistra (etno-band dalla Macedonia), le chitarre montenegrine di Srjdian Bulatovic e Darko Nikcevic, Nabil Othmani (musica dei Tuareg dell’Algeria). |
|
Leggi tutto...
|
|
da BasilicataNet dell'11 agosto 2010
Nella serata di San Lorenzo si è svolta a Pietrapertosa la manifestazione “Sulle tracce degli arabi”, organizzata dalla Pro Loco e patrocinata dal Comune. In Piazza Garibaldi alle 20.00 ha avuto inizio l’evento con l’esibizione di danzatrici del ventre e una sfilata di abiti arabi. Note orientali diffuse in tutto il quartiere – sottolinea un comunicato diffuso dall’ufficio del sindaco di Pietrapertosa - hanno accompagnato il visitatore durante tutta la passeggiata gastronomica composta da sei stand per degustare sapori arabi dagli antipasti ai dolci. Harem, mercatini, sosta al narghilè, truccatrici, tatuatori, fachiro, incantatori di serpenti, mangiafuoco ed altri artisti di strada, sono stati i protagonisti dell’evento, che è giunto alla sua nona edizione. |
|
Leggi tutto...
|
|
da RomagnaOggi del 2 agosto 2010
Una novità assoluta che emerge dal deserto. Per la prima volta verranno esposti 400 straordinari reperti datati intorno al 2000 a.C., scoperti dal grande egittologo Ernesto Schiaparelli, nei primi anni del ‘900, nelle necropoli di Assiut e Gebelein e premurosamente conservati per un secolo nei depositi del Museo Egizio di Torino. Si inaugura il prossimo 11 settembre a Forlì la mostra "Egitto mai visto. Le dimore eterne di Assiut e Gebelein" ospitata nelle sale del Complesso di San Domenico. |
|
Leggi tutto...
|
|

da Liberté (Algeria) del 12 agosto 2010
Adeguamento degli orari di lavoro durante il ramadan - Bene! Ho puntato la sveglia alle 16! |
|
di Anna Maria De Luca ne La Repubblica del 23 luglio 2010
Il profumo dei gelsomini e dei fiori d'arancio si spande da dietro muri di mattoni rosa coperti di buganvillee che si affacciano su strade puntellate da palme. Sullo sfondo, l'Alto Atlante. Nei vicoli brulicanti di persone e motorini, i colori vivaci dei tessuti che si alternano all'infinito, di banco in banco, stordiscono la vista mentre le voci dei mercanti sembrano intonare una recita sempre uguale, una contrattazione che già sai dall'inizio dove va a finire. Il tutto, in un'atmosfera carica di profumi di cedro, the alla menta e spezie, miste ad odori di ogni tipo, anche non gradevoli. Questa è la Marrakesh dei souk e dell'arte, della storia e della modernità delle ville costruite per i ricchi europei.
|
|
Leggi tutto...
|
|
da Adnkronos del 15 luglio 2010
Da una ceramica di Salvador Dalì "originale" – una rarità, il pezzo forte della collezione - alle tele di artisti tunisini, maghrebini e mediorientali, e poi ancora europei per un'immersione totale nell’arte. Solo che non siamo in un museo, ma in una catena alberghiera tunisina. Si tratta dell’Hotel Hasdrubal Thalassa Spa che, con oltre 3500 opere e 1200 riproduzioni tra cui Matisse, Picasso e Clay, vuole lanciare una sfida e dimostrare che il Paese non è solo un posto da sogno con un mare blu e spiagge bianchissime. |
|
Leggi tutto...
|
|
da Le Matin (Marocco) del 17 luglio 2010
Lo scrittore siriano Hanna Mina è il vincitore del Premio Mohammed Zafzaf per il romanzo arabo, assegnato in occasione del Festival culturale internazionale di Asilah. Nella motivazione del Premio si parla del contributo di Mina all'arricchimento della letteratura araba. Nato nel 1924 a Lattakia da una famiglia cristiana di umile estrazione sociale, Mina è un romanziere assai prolifico. Nel 1954 pubblica il suo primo romanzo Le lampade blu ambientato al tempo della Seconda guerra mondiale e incentrato sulla lotta contro l'occupante francese. Il suo secondo romanzo la Vela e la tempesta (del 1966, disponibile in italiano per i tipi di Jouvence, traduzione di M. A. Aprile, pp. 298, 1993) è il primo romanzo arabo ad avvicinare il mondo dei pescatori. L'autore utilizza un linguaggio molto vicino al parlato per essere più coerente con la propria poetica realtista e per consegnare al lettore la varietà dialettale siriana. |
|
Leggi tutto...
|
|
|